Si può ancora parlare di schiavitù oggi?

La schiavitù esiste da secoli. Nel corso della storia ha mutato forma molte volte: dagli schiavi delle civiltà antiche (antica Roma), si è passati alla servitù della gleba del Medioevo, fino allo sfruttamento dei lavoratori dei paesi del Terzo mondo di oggi. La forma è cambiata, ma la sostanza è sempre la stessa. La schiavitù resta una forma di asservimento in cui lo schiavo viene obbligato a lavorare, privato della sua dignità umana e comprato e venduto come una qualsiasi merce per contribuire ai profitti di una ristretta élite. Associare la schiavitù solamente a ciò che è stato nella storia, credendo che sia un fenomeno esclusivamente del passato, significa chiudere gli occhi di fronte alla realtà, accettarla cosi com’è, e legittimare l’ordine economico attuale. Continue reading “Si può ancora parlare di schiavitù oggi?”

Worried about immigration? Try living in a developing country

One of few intelligent articles about immigration policies, today by David Turton (from The Guardian).

Any meaningful immigration debate should seek to maximise benefits for countries of origin as well as recipient states
Haitian students

Students in Port-au-Prince celebrate winning a scholarship to Senegal. Half of university-educated Haitians emigrate to other countries. Photograph: EPA

The surge in rightwing representatives at the European parliament election last week has sent a clear message to governing parties – a significant proportion of citizens across the continent are unhappy with immigration.

But if we are concerned with poverty and development, wealthy western nations should be more, rather than less, generous to potential immigrants and their countries of origin.
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Essere senza tempo

di Diego Fusaro

Mi affretto dunque sono. Sembra questo il nostro destino. Vi siete mai chiesti perché ogni vostra giornata è all’insegna della fretta e dell'”essere-senza-tempo”? Continue reading “Essere senza tempo”

Confessioni antidemocratiche

“Con o senza suffragio universale, è sempre un’oligarchia a governare e a saper dare alla volontà del popolo l’espressione che desidera”. Vifredo Pareto

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European elections: union left sullen by fury and frustration with political class

Merkel and Hollande

Josef Höppinger is an increasingly rare type among European voters. He never changes. “I’m a worker. I vote socialist. Always,” said the retired plumber, 81. But he thinks the governing Social Democrats of Austria’s chancellor, Werner Faymann, will suffer badly when Europe goes to the ballot box this week.

“You’ve got all these scandals with the banks, all the sleaze and corruption. The big parties will get weaker, not stronger.”

Höppinger has lived all his life in the centre of “Red Vienna”, a city for ever run by Social Democrats. His home is in Karl Marx-Hof, the expressionist workers’ fortress that was Europe’s pioneering experiment in social housing in the 1920s and then a battleground in the civil war of 1934, when the left lost to the pre-Hitler Austro-fascists.

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Primo maggio: cosa c’è da festeggiare?

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/01/primo-maggio-cosa-ce-da-festeggiare/968712/

di Fabio Balocco

Primo maggio: festa dei lavoratori.

Da Wikipedia, che ne sottolinea anche le origini storiche: “La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori viene celebrata il primo maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare l’impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.” Continue reading “Primo maggio: cosa c’è da festeggiare?”

Gli anniversari della non storia

Tratto da: http://www.internazionale.it/opinioni/noam-chomsky/2012/02/16/gli-anniversari-della-non-storia/  (di Noam Chomski)

La separazione tra ciò che deve e non deve essere ricordato determina il destino degli anniversari. Gli eventi storici più importanti secondo la storia ufficiale vengono commemorati in pompa magna (un classico esempio è l’attacco di Pearl Harbor), mentre altri anniversari sono relegati all’oblio. Strappandoli alla “non storia”, possiamo imparare molto su noi stessi.

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Giornali di un altro pianeta

Tratto da: http://www.francescocosta.net/2014/04/25/giornali-di-un-altro-pianeta/

di Francesco Costa

Sono stato qualche giorno in Inghilterra. Ho letto il Guardian di carta. Non ho scoperto niente di nuovo, figuriamoci, né per me né per gli altri, ma ne approfitto per mettere queste cose per iscritto, così da avere qualcosa a portata di mano quando capita che qualcuno mi chieda “esempi concreti” relativamente alla mediocrità della stampa italiana rispetto a quella degli altri grandi paesi occidentali. Parliamo in questo caso del Guardian di un giorno a caso: della copia che mi è rimasta nello zaino, per essere precisi (e sì, in Inghilterra ci sono i tabloid: ma non credo che i grandi quotidiani italiani vogliano essere paragonati al Sun – o pensino di fare il mestiere del Sun – bensì proprio al Guardian o al Times). Continue reading “Giornali di un altro pianeta”

La critica come strumento indispensabile di libertà

 

Tratto da:

http://www.lintellettualedissidente.it/la-critica-come-strumento-indispensabile-di-liberta/

di Daniele Frisio

Fra le molte problematiche che oggi ci coinvolgono, c’è un aspetto della società occidentale contemporanea che si sta affermando e che non può lasciarci indifferenti. Sto parlando di quella tendenza sempre più marcata all’interno dei centri di potere a presentare le proprie decisioni come le uniche possibili, la propria versione come l’unica in grado di spiegare la realtà e di poterla, se non proprio cambiare, quantomeno condizionare. Continue reading “La critica come strumento indispensabile di libertà”

Why No One Goes to Naples

From the New York Times: http://ift.tt/1rimM0O

turistiSpring is here. In southern Italy, the sun is shining, the sky is blue and the weather is balmy. Orange blossom fragrances mingle with wafts of jasmine. The food is good, the wine is inexpensive, the locals are friendly and beauty is all around. But where are the tourists?

The Amalfi Coast, south of Naples, is still a magnet for wealthy Russians and romantic Americans. Yet Naples itself is a tourist wasteland, and the rest of southern Italy is largely vacationer-free.

Only 13 percent of tourists who come to Italy go to the Mezzogiorno, as the south is known. The rest head for the center and north of Italy, or other Mediterranean countries altogether. German airports sent 223 flights to Spain’s Balearic Islands in one week last summer, and only 17 to southern Italy. Continue reading “Why No One Goes to Naples”

Diamond cammina sul filo | Doppiozero

“La tesi principale, sempre camminando sul suo filo teso, è moderata e quasi banale: per certi aspetti, le società moderne offrono vantaggi importanti rispetto a quelle tradizionali (in particolare in fatto di gestione della violenza individuale); per altri aspetti, abbiamo al contrario tanto da imparare dai nativi (dal senso delle relazioni comunitarie, al rispetto per l’ambiente, al multilinguismo). Ne consegue che è sbagliato sia affidarsi a ingenue visioni del progresso umano sia idealizzare nostalgicamente le popolazioni tribali.”

http://doppiozero.com/materiali/recensioni/diamond-cammina-sul-filo