Italia. Oggi.
http://www.anordestdiche.com/basilicata-se-cristo-tarda-ad-arrivare/
“… E si sviluppano nuove radici, inevitabilmente, rompendone altre, alleggerendole, per poi rafforzarle, come se si dovesse colmare una mancanza o giustificare una partenza, come se scoprire e gustare nuove tonalità d’umanità inneschi una reazione di curiosità e rimpianto, alimenti la volontà di conoscere quello che si dovrebbe conoscere ma non s’insegnava, visitare quello che si dovrebbe aver visitato ma si rimandava, e non per nazionalismi o altri sentimenti religiosi di bandiera, ma per la semplice voglia di sapere, pur con la consapevolezza di non voler tornare, perché si sta bene dove si sta, in una sorta d’equilibrio da appagare c’è bisogno anche di conoscere meglio quello che si è lasciato. E masticarlo, conservarlo, portarlo con sé.”
http://andimabe.blogspot.com/2013/08/equilibri-itineranti.html
Back home in Brussels, started reading “Italian Ways” by Tim Parks, and can’t help mentioning this statement: “In every aspect of Italian life, one of the key characteristics to get to grips with is that this is a nation at ease with the distance between ideal and real. They are beyond what we call hypocrisy. Quite simply they do not register the contradiction between rhetoric and behaviour. It’s an enviable mindset.”
Once again, I fully subscribe to the analysis.
Just back from a steep walk from Mandarfen (1640m) to Riffelseehütte (2290m) with Valeria Segantini. We did it in 3 hours, up and down. Not bad, and we can now enjoy “cake time” at the hotel… Slurp
Letto da un hotel in Austria sotto un ghiacciaio, niente mi è sembrato più remoto e allo stesso tempo più tristemente vicino alla realtà di un pezzo dell’Italia di oggi:
http://www.ilpost.it/gipi/2013/08/03/nellesercito-di-silvio/