The case for a universal basic income, open borders, and a 15-hour workweek

Rutger Bregman, author of Utopia for Realists, talks to Ezra Klein about the power and purpose of utopian thinking.

Universal basic income. A 15-hour workweek. Open borders. These ideas may strike you as wild, fantastical, maybe even utopian. But that’s exactly the point.

Imagining utopia, writes Dutch historian Rutger Bregman, “isn’t an attempt to predict the future. It’s an attempt to unlock the future. To fling open the windows of our minds.”

He’s right. Bregman is the author of the lovely book Utopia for Realists (as well as the star of the viral Davos speech and Tucker Carlson takedown). I had him on my podcast to discuss not just his vision of utopia, or my vision of utopia, but how to think like a utopian, and why doing so matter most when the days feel so dystopic.

In summary (you can read the whole article on Vox): Continue reading “The case for a universal basic income, open borders, and a 15-hour workweek”

Caro Dino ti scrivo: perché il basket in fondo è cuore, non statistiche

dal Sole24Ore, 17 gennaio 2019:

Ricevo e pubblico volentieri, firmata da chi di basket se ne intende davvero, una lettera per Dino Meneghin. Semplicemente il miglior cestista italiano di sempre e uno dei più grandi a livello mondiale nella storia di questo meraviglioso sport.

Caro Dino,
dopo tanti anni di silenzio ho deciso di scriverti in occasione del tuo compleanno. Per la precisione dopo 69 anni, non proprio pochissimi, che sono certo vivrai come hai sempre fatto: con il cuore e lo spirito di un ragazzino. Ti ho visto nascere, anche se tu non potevi saperlo, in un piccolo paesino in provincia di Belluno: Alano di Piave, frazione di Fener, che fino ad allora era persino difficile rintracciare su una carta geografica.

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Il rapporto Censis 2018

Stefano Tartarotti Blog

Dal rapporto Censis 2018 sulla situazione sociale del Paese:
«I nostri concittadini sono in preda a una sorta di sovranismo psichico prima ancora che politico», che «talvolta assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria – dopo e oltre il rancore ‒ diventa la leva cinica di un presunto riscatto e si dispiega in una conflittualità latente, individualizzata, pulviscolare»

Ok. Stavolta, su questo argomento, voglio fare un disegno pacato che lasci intravedere almeno un poco di speranza per il futuro.
Un disegno ottimista. Lo faccio subito.

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