Letizia e Twitter: se Sucate non ci fosse, bisognerebbe inventarla

Da un post di Bertram Niessen su Doppiozero

Osservare il centrodestra milanese alle prese con i social network è affascinante come guardare uno scimpanzé con un teodolite. E’ perverso, voyeuristico e commovente. In questi giorni di campagna elettorale milanese, tra la prima tornata e il ballottaggio, le opinioni sul ruolo giocato dalla comunicazione negli esiti del primo turno si sono sprecati.

Un dato evidente è la scarsissima capacità comunicativa dimostrata da vari attori del centro-destra: la competenza che questo ceto politico ha strutturato e messo a frutto in quasi vent’anni di supremazia televisiva si è rivelata incapace di rinnovarsi per mezzi di comunicazione diffusa e veloce, come Twitter e Facebook. Al contrario, è chiaro che proprio la logica “push” della comunicazione tradizionale è stata una delle principali cause di quella che non possiamo non  considerare una spettacolare débacle. Se questo si trasformerà o meno in un risultato elettorale concreto lo vedremo nel prossimo fine settimana. Intanto, vale la pena di prendere in considerazione tre dei casi più eclatanti di fraintendimento del funzionamento dei social media, inquadrandoli nelle cornici ideologiche più generali che li hanno generati. Continue reading

Uscita ed entrata: un sogno possibile?

Riporto un articolo scritto da Paola Vezzani, economista e professoressa universitaria a Reggio Emilia, e apparso sul blog di Nando dalla Chiesa il 9 dicembre 2010.

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L’Italia ha alcuni grandi ‘problemi’, per usare un termine molto civile: criminalità organizzata, alto debito pubblico, evasione fiscale e, lasciatemelo dire liberamente, l’attuale classe politica al governo (e non). Credo che chi di noi è fuori dagli schemi e dagli ambiti della politica non abbia le distorsioni inevitabili di chi è parte integrante del sistema e dei suoi squilibri. Parlerò pertanto, anzi scriverò, molto liberamente. Continue reading