Equilibri itineranti

“… E si sviluppano nuove radici, inevitabilmente, rompendone altre, alleggerendole, per poi rafforzarle, come se si dovesse colmare una mancanza o giustificare una partenza, come se scoprire e gustare nuove tonalità d’umanità inneschi una reazione di curiosità e rimpianto, alimenti la volontà di conoscere quello che si dovrebbe conoscere ma non s’insegnava, visitare quello che si dovrebbe aver visitato ma si rimandava, e non per nazionalismi o altri sentimenti religiosi di bandiera, ma per la semplice voglia di sapere, pur con la consapevolezza di non voler tornare, perché si sta bene dove si sta, in una sorta d’equilibrio da appagare c’è bisogno anche di conoscere meglio quello che si è lasciato. E masticarlo, conservarlo, portarlo con sé.”

http://andimabe.blogspot.com/2013/08/equilibri-itineranti.html

‘Italian Ways,’ by Tim Parks

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Back home in Brussels, started reading “Italian Ways” by Tim Parks, and can’t help mentioning this statement: “In every aspect of Italian life, one of the key characteristics to get to grips with is that this is a nation at ease with the distance between ideal and real. They are beyond what we call hypocrisy. Quite simply they do not register the contradiction between rhetoric and behaviour. It’s an enviable mindset.”

Once again, I fully subscribe to the analysis.