Uscita ed entrata: un sogno possibile?

Riporto un articolo scritto da Paola Vezzani, economista e professoressa universitaria a Reggio Emilia, e apparso sul blog di Nando dalla Chiesa il 9 dicembre 2010.

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L’Italia ha alcuni grandi ‘problemi’, per usare un termine molto civile: criminalità organizzata, alto debito pubblico, evasione fiscale e, lasciatemelo dire liberamente, l’attuale classe politica al governo (e non). Credo che chi di noi è fuori dagli schemi e dagli ambiti della politica non abbia le distorsioni inevitabili di chi è parte integrante del sistema e dei suoi squilibri. Parlerò pertanto, anzi scriverò, molto liberamente. Continue reading “Uscita ed entrata: un sogno possibile?”

It’s snowing

Just back from 3 days in Barcelona, and as usual I can’t help to compare it with Brussels and Milan (and Denver, since I was there last week).

PEOPLE: rude, noisy, very active, smiling: that’s Barcelona. Cosmopolitan, reserved, multilingual: that’s Brussels. Perennially angry, walking fast, elegant: that’s Milan. Where are the people? That’s Denver… (at least in the city center).

CITY: Barcelona – incredibly changing every time I visit, although you can perceive the gloomy atmosphere now. Brussels – roadworks, construction works, deviation/omlegging everywhere… Milan – it’s all about money (where is the promised park in the ex-Fiera area) and look at what’s happening for the Expo. Denver – you can still see the cowboys riding in town, if you work with your imagination: wide streets that take you from the middle of nowhere, to downtown, and then out again if you walk straight for 20 miles or so.

WEATHER: Barcelona: +10°, sun. Brussels: -6°, snow. Milan: +2°, rain, Denver: +9°, cloudy.

Where would I live? You guess 😉

Studenti e monumenti

“Ma io mi ostino a pensare che questa protesta, geniale e coinvolgente, degli studenti che si prendono i luoghi simbolo d’Italia non sia tanto contro questa riforma e contro questo governo. Quelli sono il pretesto, la notizia buona per i titoli del tg. La scintilla che innesca. Mi piace invece pensare che stiano protestando per lo sfascio, per l’arroganza, per il cinismo, per la miopia che gli ultimi venti o trent’anni di storia italiana, con governi di ogni colore, hanno riservato loro. Per lo stato in cui è ridotto l’intero sistema della formazione nazionale, per la precarietà degli edifici, per la prostrazione degli insegnanti, per la tristezza delle ultime riserve di potere, per il tedio dell’ennesima riforma che sai già destinata a impoverire ancora. Per lo spettacolo disonorevole di questi anni. Mi piace pensare che questi esuberanti giovanotti abbiano trovato il coraggio, la motivazione e l’intuizione per fare quello che noi ex-studenti sfuggiti per un soffio al collasso, noi genitori che portiamo a scuola la carta igenica per i nostri figli, noi adulti tramortiti al pensiero dell’eroismo quotidiano che ci sarebbe richiesto, non siamo stati capaci di fare: ritrovare dignità, alzare la voce, riprenderci – almeno simbolicamente – ciò che ci spetta. Per questo trovo quei monumenti occupati un’immagine potente come non se ne vedevano da anni. Per questo auguro a tutti noi che non si stanchino o non siano distratti troppo presto. E per questo, come altri in queste ore, penso che su quei monumenti dovremmo esserci anche noi.”

da Sergio Maistrello

The new corruption index by Transparency International

Countries that rank better (some of them MUCH better) than Italy in the recently published Corruption Perceptions Index 2010:

Rwanda, Ghana, Macedonia, Tunisia, Slovakia, Turkey, Namibia, Kuwait, Saudi Arabia, Oman, Costa Rica, Bhutan, Taiwan, Botswana, Qatar and many others.

Italy went from 51st place in 2008, to 63rd place in 2009, to 67th place in 2010.

Soprattutto per milanesi: “Leielui”, il nuovo libro di De Carlo

L’ho letto, abbastanza in fretta, e coinvolto dall’atmosfera abbastanza ansiogena del racconto. Ci sono tante cose in cui mi ritrovo, da milanese nato e cresciuto li’, con riferimenti alla Liguria, al sud della Francia e, guarda un po’, anche a Vancouver dove mi ritrovero’ per due volte nel corso del 2011. Non sono certo che le descrizioni centratissime di luoghi, persone e manie tipicamente milanesi verranno colte da chi milanese non e’. Per il resto il romanzo funziona, c’e’ forse un po’ troppa filosofia sulla natura del conflitto uomo/donna, sul rapporto di coppia e sui rituali della societa’ di oggi, anche se integrata bene nei dialoghi. Continue reading “Soprattutto per milanesi: “Leielui”, il nuovo libro di De Carlo”

La scuola italiana, nel 2030

Ce ne rendemmo conto troppo tardi. Era un caldo pomeriggio di luglio. La luce filtrava dalle tende nella grande sala dove con gli altri anziani trascorrevamo le giornate guardando la tv, in uno stato di continuo passaggio dal sonno alla veglia. I ragazzi si affacciarono alla porta. Erano grandi, ormai. Vivevano all’estero e venivano a trovarci solo due volte all’anno, a Natale e d’estate. Ci salutarono, temendo che non li avremmo riconosciuti. Anche questa volta erano soli, i nipotini erano rimasti a casa. Ci scossero leggermente, per assicurarsi che fossimo svegli. Poi ci guardarono negli occhi. Sorrisero a mezza bocca. E dissero semplicemente: “Perché? Avreste potuto impedirlo ma non muoveste un dito. Non ci provaste neanche. Perché?”. Li fissammo con aria stupita, restituimmo il mezzo sorriso. Riuscimmo solo a biascicare poche parole: “Scusateci, fummo dei grandissimi coglioni a lasciar demolire la scuola italiana”.

Giovanni De Mauro su Internazionale