Now let’s see if all those who are in the streets shouting against Israel will also go up in arms against this…
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Oggi, quando si viaggia, le similitudini tra il posto lasciato e la destinazione sono sempre maggiori. Le differenze culturali, anche se molto meno di prima, per fortuna ci sono ancora, ma i negozi, i prodotti venduti, i servizi offerti, sono quasi sempre gli stessi in ogni angolo del pianeta. I giovani cinesi si vestono come i ragazzi di Roma, la marca di cellulare di un indiano è la stessa di un abitante del Brasile. Tutto questo non è nient’altro che il risultato di una vera e propria invasione delle multinazionali, che stanno sopprimendo le spettacolari diversità tra i popoli e tra i vari territori, e che sono ormai diventate esportatrici del modello Occidentale su scala globale, come se fosse il migliore e l’unico possibile per il progresso dell’umanità. Continue reading “Multinazionali e svuotamento della democrazia”
A civilisation that used to lead the world is in ruins—and only the locals can rebuild it

A THOUSAND years ago, the great cities of Baghdad, Damascus and Cairo took turns to race ahead of the Western world. Islam and innovation were twins. The various Arab caliphates were dynamic superpowers—beacons of learning, tolerance and trade. Yet today the Arabs are in a wretched state. Even as Asia, Latin America and Africa advance, the Middle East is held back by despotism and convulsed by war.
Hopes soared three years ago, when a wave of unrest across the region led to the overthrow of four dictators—in Tunisia, Egypt, Libya and Yemen—and to a clamour for change elsewhere, notably in Syria. But the Arab spring’s fruit has rotted into renewed autocracy and war. Both engender misery and fanaticism that today threaten the wider world.
« Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata ». Questa frase di Herbert Marcuse, una delle figure principali della Scuola di Francoforte, e’, oggi, piu’ attuale che mai. Il controllo sul popolo da parte dei governanti, ai tempi del fascismo, del nazionalsocialismo e dello stalinismo, avveniva in modo autoritario, oggi avviene in modo “democratico”; Il popolo si sentiva oppresso, oggi si sente in una condizione confortevole; le manifestazioni venivano represse con la violenza dalle forze militari, oggi invece sono accettate dai governi, sono considerate ragionevoli. Per capire il significato della frase di Marcuse e’ importante capire le nuove forme di assoggettamento post-moderno delle societa’ di oggi, regno delle “illusioni confortanti” (Chomsky). Continue reading “Capitalismo e non-libertà”
…and while we get crazy for the World Cup: