Category: Milano
Letizia e Twitter: se Sucate non ci fosse, bisognerebbe inventarla
Osservare il centrodestra milanese alle prese con i social network è affascinante come guardare uno scimpanzé con un teodolite. E’ perverso, voyeuristico e commovente. In questi giorni di campagna elettorale milanese, tra la prima tornata e il ballottaggio, le opinioni sul ruolo giocato dalla comunicazione negli esiti del primo turno si sono sprecati.
Un dato evidente è la scarsissima capacità comunicativa dimostrata da vari attori del centro-destra: la competenza che questo ceto politico ha strutturato e messo a frutto in quasi vent’anni di supremazia televisiva si è rivelata incapace di rinnovarsi per mezzi di comunicazione diffusa e veloce, come Twitter e Facebook. Al contrario, è chiaro che proprio la logica “push” della comunicazione tradizionale è stata una delle principali cause di quella che non possiamo non considerare una spettacolare débacle. Se questo si trasformerà o meno in un risultato elettorale concreto lo vedremo nel prossimo fine settimana. Intanto, vale la pena di prendere in considerazione tre dei casi più eclatanti di fraintendimento del funzionamento dei social media, inquadrandoli nelle cornici ideologiche più generali che li hanno generati. Continue reading “Letizia e Twitter: se Sucate non ci fosse, bisognerebbe inventarla”
Things I like
Classical music in the Brussels metro after 7pm. They say they do it because it reduces the crime rate, but still, it makes me feel at home when I get back from the noisy advertisements shot at you from the many screens in the Milan metro.
Dan Peterson e’ tornato
Se hai passato i 40 e sei un fanatico della palla a spicchi, il nome Dan Peterson non puo’ che risvegliare bei ricordi. Adesso il mitico “nano ghiacciato” e’ tornato sulla panchina dell’Olimpia per cercare di riportarla alla gloria passata. Auguri e speriamo di arrivare anche noi alla bella eta’ di 72 anni allo stesso modo.

Non solo piombo nella Milano degli anni 70
di Michele Serra (da Repubblica)
Milano negli anni Settanta era una città allegra. Lo dico anche se so che non è vero, lo dico perché la memoria di quel decennio è ancora impiccata, trent´anni dopo, alle fotografie dei pistoleros di via De Amicis. Si dice “anni di piombo” e non rende l´idea di quanto fosse viva la città, non allegra (Milano lo è mai stata?) ma tremendamente viva. Continue reading “Non solo piombo nella Milano degli anni 70”
It’s snowing
Just back from 3 days in Barcelona, and as usual I can’t help to compare it with Brussels and Milan (and Denver, since I was there last week).
PEOPLE: rude, noisy, very active, smiling: that’s Barcelona. Cosmopolitan, reserved, multilingual: that’s Brussels. Perennially angry, walking fast, elegant: that’s Milan. Where are the people? That’s Denver… (at least in the city center).
CITY: Barcelona – incredibly changing every time I visit, although you can perceive the gloomy atmosphere now. Brussels – roadworks, construction works, deviation/omlegging everywhere… Milan – it’s all about money (where is the promised park in the ex-Fiera area) and look at what’s happening for the Expo. Denver – you can still see the cowboys riding in town, if you work with your imagination: wide streets that take you from the middle of nowhere, to downtown, and then out again if you walk straight for 20 miles or so.
WEATHER: Barcelona: +10°, sun. Brussels: -6°, snow. Milan: +2°, rain, Denver: +9°, cloudy.
Where would I live? You guess 😉
Milano, che fatica!
Hanno soppresso il tram 29/30
Da oggi il tram della circonvallazione non c’e’ piu’.

Soprattutto per milanesi: “Leielui”, il nuovo libro di De Carlo
L’ho letto, abbastanza in fretta, e coinvolto dall’atmosfera abbastanza ansiogena del racconto. Ci sono tante cose in cui mi ritrovo, da milanese nato e cresciuto li’, con riferimenti alla Liguria, al sud della Francia e, guarda un po’, anche a Vancouver dove mi ritrovero’ per due volte nel corso del 2011. Non sono certo che le descrizioni centratissime di luoghi, persone e manie tipicamente milanesi verranno colte da chi milanese non e’. Per il resto il romanzo funziona, c’e’ forse un po’ troppa filosofia sulla natura del conflitto uomo/donna, sul rapporto di coppia e sui rituali della societa’ di oggi, anche se integrata bene nei dialoghi. Continue reading “Soprattutto per milanesi: “Leielui”, il nuovo libro di De Carlo”
Ancora sull’Expo 2015
Milano. Sarà una grande opera a cura del Comune (Letizia Moratti), della Regione Lombardia (Roberto Formigoni) e del Governo italiano (Silvio Berlusconi) a caratterizzare l’Expo milanese del 2015. Si tratta di una enorme figura di merda, che sorgerà accanto ai grattacieli di City Life. La figura di merda di Milano sarà alta 170 metri, aperta al pubblico, visibile a tutti e già se ne parla in tutto il mondo.
Martin Luciano & Figli
Un compagno sfortunato
A scuola, in ogni classe, c’e’ sempre qualcuno che per sue caratteristiche e per la facilita’ che hanno i ragazzi ad aggregarsi contro i piu’ deboli o i diversi, finisce per diventare lo zimbello di tutti o per essere etichettato come “strano”. Ovviamente anche nella sezione F del liceo Beccaria, a Milano nei tardi anni Settanta, c’era chi soffriva questo ruolo. Si chiamava Claudio, e a ripensarci mi sento anch’io colpevole per avere, senza volerlo veramente, contribuito a quel clima di stupida presa in giro che ogni giorno lo perseguitava.
Incollo sotto un articolo del Corriere del 1996, piu’ di 15 anni dopo aver salutato Claudio il giorno della maturita’. Che tristezza…
Ancora su Milano
…dal blog di Ivan Scalfarotto, uno che spesso dice prima di me le cose che sento anch’io:
http://www.ivanscalfarotto.it/?p=5016
“Non amo Milano per le normali ragioni del sangue o dell’abitudine ma per quelle ben più forti del cuore e della ragione: quelle di chi è arrivato in questa città e ne è stato generosamente accolto fino a farla diventare la propria casa, per sempre. Milano è stata casa mia anche quando ero a Londra o a Mosca per lavoro, a Milano ho comprato casa e ho stabilito le mie amicizie più profonde. A Milano ho costruito il successo della mia vita di professionista, l’accettazione e l’equilibrio di persona omosessuale, il senso più profondo del mio impegno in politica. Per uno come me vedere Milano com’è oggi è un dispiacere – un dolore, direi – che si fa fatica a descrivere: chi di Milano ha usato a piene mani l’apertura mentale e le opportunità non può vivere che con un senso di sconforto la deriva di provincialismo, di razzismo, di sonnolenza, di inutilità e di vuoto che si respira in città. Uno sconforto che aumenta a dismisura visitando città come Torino, per esempio, viva e vitale cento volte più che Milano, al punto che ci sono già milanesi che stanno decidendo di trasferirsi nella città che anni di Chiamparino e Bresso (con l’opportunità dell’Olimpiade sfruttata al meglio, altro che la figura da dilettanti pezzenti che stiamo facendo con l’Expò) hanno trasformato in un luogo vibrante e accogliente. I fatti di Via Padova sono la conseguenza di anni e anni di un’amministrazione di destra che non ha avuto lo straccio di un progetto, di una visione, che non ha mai davvero pensato a Milano come a una capitale europea. Siamo stati nelle mani di gente come Matteo Salvini, uno che ha elaborato l’idiozia dei tram per i milanesi, per dire, e che ieri viene fuori con una dichiarazione imbarazzante sui quartieri gay di Londra e di Parigi, che osa definire dei ghetti. Una classe dirigente razzista e arrogante che si prende il lusso di criticare città che ormai appartengono al mondo, esempi luminosi – nonostante le ovvie e oggettive difficoltà – di convivenza e di rispetto reciproco. Altro che Milano, purtroppo.”


