Sugar is the ‘alcohol of the child’, yet we let it dominate the breakfast table

With kids consuming half their sugar quota first thing, it’s no wonder they’re getting diabetes and liver disease. We have to fight corporate interests

From The Guardian: http://bit.ly/2iUwwVr

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Resisting capitalism

Very true…

“Today we’re witnessing bizarre attempts at ‘resisting capitalism’ through personal behaviour and aggrandised individual gestures. It’s safe to say if socialism in one country failed then ‘socialism in one person’ is bound to fail miserably.”

From Karl reMarks

Posh people failing to integrate

Upper middle class people are living increasingly separate lives, with disastrous consequences for social cohesion, a government-sponsored report has warned.

The report cites one West London suburb, in which over half of babies born in the last decade are called Benedict or Sara, and where people who don’t ski are said to feel increasingly unwelcome.

“It’s a nightmare,” one former resident told us. “The whole of the High Street has been taken over by organic butchers and artisanal cheese shops selling weird food with foreign names.”

“I went out for twenty Bensons and came home with a bag of avocados, an organic brioche and a venison burger served with heirloom tomatoes and a cranberry reduction,” he added, shaking his head sadly.

The report blames the group’s failure to mix on a divisive system of separate education, in which the sexes are often segregated and where core British values, such as not being a baying, over-privileged prick, are absent from the curriculum.

These so-called Independent Madrasas stand accused of nurturing dangerous extremists, including the notorious “Brexit bomber” Nige al-Farage.

Posh white people have also been accused of marrying only within their own group, including even members of their extended family. Tragic birth defects, such as Jacob Rees-Mogg, often result.

The government said that it would study the report carefully, and in the meantime continue to blame everything on Muslims.

La bufala della sicurezza a Milano

(Piero Colaprico, da Repubblica, qui)

“Milano trema”. Ma dove ballavano i ben oliati kalashnikov, con le loro raffiche, e persino i bazooka della ‘ndrangheta, adesso lampeggiano i coltelli a buon mercato. Chi conosce i poliziotti e i carabinieri di strada sa che anche la loro paura nel tempo è radicalmente cambiata. Quando negli anni Ottanta inseguivano qualcuno, lungo le strade buie delle periferie di Milano, il pensiero comune era: “E se questo è armato?”. Oggi si domandano un’altra cosa: “E se fosse malato?”. Si è passati dai placcaggi in stile rugby alle perquisizioni con i guanti da chirurgo. Allora, ai tempi di criminali stra-conosciuti, come Francis Turatello, Renato Vallanzasca e Rossano Cochis; Epaminonda detto il Tebano con i suoi killer chiamati “gli indiani” per la ferocia dei delitti; ai tempi delle rapine dei terroristi rossi e neri, i morti ammazzati si contavano letteralmente a centinaia, ma Milano – lo ricorderà chi c’era – reggeva l’urto e, se era il caso, si mobilitava. Adesso, che si registrano tra i dieci e i venti omicidi l’anno, invoca l’esercito e si barrica in casa: “Milano trema” nonostante vittime e carnefici siano quasi sempre non i cittadini comuni, ma i senzacasa, i disperati, gli immigrati all’arrembaggio, quelli che hanno organizzato, al massimo, traffici da poche migliaia di euro. Continue reading “La bufala della sicurezza a Milano”

Quattro ipocrisie da sfatare sui fatti di Gorino

130724-mdDiamo il giusto peso a cose e parole. Si trattava di dare alloggio (cinque stanze su trenta di un ostello) per quattro mesi – cioè per l’inverno, quando l’attività turistica è inesistente – a dodici donne, una delle quali incinta. Di tutte le parole dette per giustificare l’ostilità della comunità di Gorino, le più disumane, e perciò più rappresentative, sono state: “Queste donne avranno pure degli uomini. E noi donne di Gorino siamo per molte ore sole in casa, perché i nostri uomini fanno i pescatori”.

Tradotto: non è possibile che siano donne dotate di capacità di discernimento perché sono cose, di proprietà di migranti maschi, quindi stupratori. In realtà gli uomini di queste donne fuggite dalla Sierra Leone e dalla Nigeria sono detenuti e torturati nelle carceri, oppure ormai cadaveri sulla strada della fuga nel deserto. Ma tant’è: ai presidianti è bastato far balenare questo argomento, accanto all’altro, quello dell’esproprio delle seconde case, cioè della minaccia alla roba, agli sghei – si sente la cadenza nella parlata di questi valligiani che antepongono la roba alla vita umana. E allora la prima ipocrisia da rimuovere è quella del “non siamo razzisti (ma…)”: razzismo e fascismo non sono etichette vuote, ma conseguenze di comportamenti concreti, e quello che è successo a Gorino è razzismo e fascismo.

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Le dieci leggende più diffuse sulla migrazione sfatate una a una. Tutto quello che bisogna sapere per sostenere le conversazioni assurde con amici, vicini di casa e compagni di lavoro. O magari per cambiare idea…
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