Si può ancora parlare di schiavitù oggi?

La schiavitù esiste da secoli. Nel corso della storia ha mutato forma molte volte: dagli schiavi delle civiltà antiche (antica Roma), si è passati alla servitù della gleba del Medioevo, fino allo sfruttamento dei lavoratori dei paesi del Terzo mondo di oggi. La forma è cambiata, ma la sostanza è sempre la stessa. La schiavitù resta una forma di asservimento in cui lo schiavo viene obbligato a lavorare, privato della sua dignità umana e comprato e venduto come una qualsiasi merce per contribuire ai profitti di una ristretta élite. Associare la schiavitù solamente a ciò che è stato nella storia, credendo che sia un fenomeno esclusivamente del passato, significa chiudere gli occhi di fronte alla realtà, accettarla cosi com’è, e legittimare l’ordine economico attuale. Continue reading “Si può ancora parlare di schiavitù oggi?”

Worried about immigration? Try living in a developing country

One of few intelligent articles about immigration policies, today by David Turton (from The Guardian).

Any meaningful immigration debate should seek to maximise benefits for countries of origin as well as recipient states
Haitian students

Students in Port-au-Prince celebrate winning a scholarship to Senegal. Half of university-educated Haitians emigrate to other countries. Photograph: EPA

The surge in rightwing representatives at the European parliament election last week has sent a clear message to governing parties – a significant proportion of citizens across the continent are unhappy with immigration.

But if we are concerned with poverty and development, wealthy western nations should be more, rather than less, generous to potential immigrants and their countries of origin.
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