Il PIL è oggi considerato l’indicatore più preciso del benessere di un paese. Altri fattori (ridistribuzione delle risorse, disuguaglianze, qualità dei servizi, situazione politica), fondamentali per determinare l’andamento di un paese, non sono, assurdamente, tenuti in considerazione. L’economia italiana va sempre peggio. Renzi aveva annunciato ad aprile che l’Italia sarebbe tornata a crescere e che la disoccupazione sarebbe calata. Ma i dati pubblicati dall’Istat pochi giorni fa parlano chiaro: il Pil italiano è calato dello 0,3% nell’ultimo semestre e la disoccupazione è aumentata dello 0,5% rispetto all’anno scorso. Continue reading “Perchè la crescita economica non è la soluzione”
Category: Thinking points
Radical Muslims declare ‘Sharia zone’ in western German city
This is too much: tolerant Europe needs to come to grips with these issues before they get out of control. “Shariah Police”??? You must be kidding…
Teenage parties – a parents’ guide
My breakfast reading today. I must say we weren’t so wise in our time, we let them do plenty of the things the author warns about… Younger parents, please treasure this reading.
Join the 0by25 Global Snapshot study
KI impact factor grows in 2013
Everyone Will Have to Become an Entrepreneur – Infographic
I can subscribe to this article’s conclusions entirely. Sure there is still the good old corporation if you want a ‘safe’ job, but that is slowly changing too…
To some, this will sound scary but it is actually very good news if you prefer a stimulating job to a stable one.
Podemos, il partito che fa paura ai poteri forti
Alle ultime elezioni di maggio, Podemos ha ottenuto 5 seggi al Parlamento europeo. Grazie a 1.2 milioni di voti (8%), Podemos è diventato il quarto partito in Spagna. Un risultato che può essere considerato straordinario, se si considera che il partito è nato solamento a gennaio di quest’anno, cinque mesi prima delle elezioni. Straordinario non solo per il consenso ottenuto, ma perchè Podemos è un partito potenzialmente rivoulzionario, che si colloca fuori dagli schemi del pensiero unico, e che il suo giovane leader Pablo Iglesias, 35 anni, definisce, fieramente, anticapitalista. Continue reading “Podemos, il partito che fa paura ai poteri forti”
Isis orders all women and girls in Mosul to undergo FGM
Now let’s see if all those who are in the streets shouting against Israel will also go up in arms against this…
ISN In-Training Membership now free to new members
This is a ground-breaking move for all young nephrologists worldwide. Become an ISN member now FOR FREE
Multinazionali e svuotamento della democrazia
Oggi, quando si viaggia, le similitudini tra il posto lasciato e la destinazione sono sempre maggiori. Le differenze culturali, anche se molto meno di prima, per fortuna ci sono ancora, ma i negozi, i prodotti venduti, i servizi offerti, sono quasi sempre gli stessi in ogni angolo del pianeta. I giovani cinesi si vestono come i ragazzi di Roma, la marca di cellulare di un indiano è la stessa di un abitante del Brasile. Tutto questo non è nient’altro che il risultato di una vera e propria invasione delle multinazionali, che stanno sopprimendo le spettacolari diversità tra i popoli e tra i vari territori, e che sono ormai diventate esportatrici del modello Occidentale su scala globale, come se fosse il migliore e l’unico possibile per il progresso dell’umanità. Continue reading “Multinazionali e svuotamento della democrazia”
The tragedy of the Arabs
A civilisation that used to lead the world is in ruins—and only the locals can rebuild it

A THOUSAND years ago, the great cities of Baghdad, Damascus and Cairo took turns to race ahead of the Western world. Islam and innovation were twins. The various Arab caliphates were dynamic superpowers—beacons of learning, tolerance and trade. Yet today the Arabs are in a wretched state. Even as Asia, Latin America and Africa advance, the Middle East is held back by despotism and convulsed by war.
Hopes soared three years ago, when a wave of unrest across the region led to the overthrow of four dictators—in Tunisia, Egypt, Libya and Yemen—and to a clamour for change elsewhere, notably in Syria. But the Arab spring’s fruit has rotted into renewed autocracy and war. Both engender misery and fanaticism that today threaten the wider world.
La mappa bugiarda su Israele e Palestina – Il Post
Capitalismo e non-libertà
« Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata ». Questa frase di Herbert Marcuse, una delle figure principali della Scuola di Francoforte, e’, oggi, piu’ attuale che mai. Il controllo sul popolo da parte dei governanti, ai tempi del fascismo, del nazionalsocialismo e dello stalinismo, avveniva in modo autoritario, oggi avviene in modo “democratico”; Il popolo si sentiva oppresso, oggi si sente in una condizione confortevole; le manifestazioni venivano represse con la violenza dalle forze militari, oggi invece sono accettate dai governi, sono considerate ragionevoli. Per capire il significato della frase di Marcuse e’ importante capire le nuove forme di assoggettamento post-moderno delle societa’ di oggi, regno delle “illusioni confortanti” (Chomsky). Continue reading “Capitalismo e non-libertà”
Ebola in West Africa: Epidemic requires massive deployment of resources
…and while we get crazy for the World Cup:
Si può ancora parlare di schiavitù oggi?
La schiavitù esiste da secoli. Nel corso della storia ha mutato forma molte volte: dagli schiavi delle civiltà antiche (antica Roma), si è passati alla servitù della gleba del Medioevo, fino allo sfruttamento dei lavoratori dei paesi del Terzo mondo di oggi. La forma è cambiata, ma la sostanza è sempre la stessa. La schiavitù resta una forma di asservimento in cui lo schiavo viene obbligato a lavorare, privato della sua dignità umana e comprato e venduto come una qualsiasi merce per contribuire ai profitti di una ristretta élite. Associare la schiavitù solamente a ciò che è stato nella storia, credendo che sia un fenomeno esclusivamente del passato, significa chiudere gli occhi di fronte alla realtà, accettarla cosi com’è, e legittimare l’ordine economico attuale. Continue reading “Si può ancora parlare di schiavitù oggi?”
