
Why do people do these things – My personal list
This post is constantly updating as I discover (or remember) new items that belong to this list, so keep watching it. The order is purely random, but you can rank (and add) in the comments, if you wish.
6) A 16-year old with the compulsory stupid cap, hanging trousers that force him to a penguin walk, and, final touch, the unmissable cigarette behind one ear, ready to be lit up when approaching the school and he can be viewed by his mates. Continue reading “Why do people do these things – My personal list”
Italy and the crisis: a graphic representation
Tommi condottiero (Siusi allo Sciliar, circa 1998)
Mike D’Antoni loses the fight with Carmelo Anthony
Mike D’Antoni resigns from the New York Knicks. What a pity… This is another case when a collective game strategy clashes against “the star” attitude, and in this case, the star was preferred. Unfortunately, it does not look like THIS star (Carmelo Anthony) can bring the team to success.
See below an excerpt from the New York Times article.
The Knicks’ offense sputtered early this season with Anthony as its focal point and, for a time, as the point forward. Lin sparked a brief renaissance last month when he took over as the primary playmaker, and the Knicks won eight out of nine games, most of them without Anthony, who was injured. Continue reading “Mike D’Antoni loses the fight with Carmelo Anthony”
Piero in Soroti (Uganda) – March 2012
Prime esperienze di Marco al mare del Nord (circa 2001)
Anderground
Semafori a Milano
Una nota di Marco Biraghi da Doppiozero sui semafori di Milano.
“Il ritorno in città è sempre un po’ triste. Lasciati alle spalle i luoghi di vacanza, si torna a immergersi nella adusata quotidianità. Ma prima ancora di giungere a destinazione, da qualunque parte si arrivi e con qualunque mezzo ci si muova, capita di riaccostarsi ai luoghi noti, di ripercorrere strade familiari e di riattraversare piazze e incroci ben conosciuti. Lo si fa spesso con un misto di curiosità e di fastidio: in parte con un senso di rimpianto per la condizione “festiva” che ci si è ormai lasciati alle spalle, e in parte con un senso di riscoperta di ciò che ci è noto, che in una certa misura ci “appartiene”, ripassato però attraverso quello sguardo “nuovo” che la conoscenza di luoghi a noi in precedenza sconosciuti porta immancabilmente con sé. Continue reading “Semafori a Milano”
Compleanno di Marco 2011
Il valore del lavoro manuale
Il seguente e’ un articolo di Gramellini, su la Stampa. Mentre ci arrabattiamo per individuare l’universita’ piu’ consona al nostro figlio maggiore, forse dovremmo anche considerare qualche professione manuale, che personalmente ho sempre pensato valga molto di piu’ del lavoro d’ufficio in se’.
Il pane quotidiano
Mancano i fornai. C’è la disoccupazione fulminante, a un concorso per cinque posti da vigile urbano si presentano in ventimila, ma intanto a Roma – è il lamento dell’Unione Panificatori – non si trovano trecento ragazzi disposti a fare il pane per duemila euro al mese. Ho un amico pizzaiolo che cercava un assistente e lo voleva giovane e italiano. Quando ha trovato quello giusto si è sentito chiedere: «Dovrei lavorare anche di sera?» «La gente non viene a mangiare la pizza di pomeriggio». «Allora non m’interessa».
Il suo posto accanto al forno è stato preso da un egiziano, che farà gli straordinari per mantenere agli studi il figlio nella speranza che non diventi un pizzaiolo. Perché, al di là degli orari infelici, il problema di certi mestieri resta la loro scarsa considerazione sociale. È una delle follie di questo capitalismo finanziario, per fortuna malato terminale: il disprezzo per i lavori che producono beni materiali e richiedono uno sforzo fisico diverso dal tirare calci a un pallone. Un impiegato di Borsa è considerato più «giusto» di un falegname. E non solo dai ragazzi. Anche dai genitori, che si vergognano di mandare i figli alle scuole professionali.
Ora, mi spiegate perché uno che passa otto ore davanti al computer, a fare nemmeno lui sa cosa, dovrebbe sentirsi più elevato socialmente di un altro dalle cui mani escono cose tangibili: un vestito, una scarpa, una pagnotta? Si può fare il barbiere e leggere Umberto Eco, come lavorare in uno studio legale e rimanere un caprone. Si può anche leggere Umberto Eco e rimanere un caprone, ma questo è ancora un altro discorso.
Appunti di viaggio a Milano – agosto 2011
I ragazzini cinesi, sudamericani e africani con le loro mamme fuori dalla mia vecchia scuola elementare, che parlano nella loro lingua con la mamma ma in italiano con forte accento milanese tra di loro. Sono il futuro dell’Italia e mi piacciono infinitamente di piu’ di tutte le altre cose piu’ “italiane” da sempre.
L’asfalto grigio, butterato e pieno di rughe e giunture, come si vede solo in Italia. Emette calore nella giornata gia’ umida e bollente, ti sfianca quando cammini e limita l’effetto della frescura serale, mantenendo il clima intollerabile a qualsiasi ora del giorno e della notte. Quando piove si formano pozzanghere enormi e insidiose, che ristagnano anche giorni dopo l’ultima pioggia e che accentuano l’effetto “fine del mondo” e la generale impraticabilita’ per i pedoni di strade e attraversamenti milanesi. Continue reading “Appunti di viaggio a Milano – agosto 2011”
This is why Lithuania has proportionally more basketball champions than any other countries
11 typical characters you’ll meet on a basketball playground
We all met our share of obnoxious, irrational, hopeless or simply stupid players, who plagued our afternoons at the basketball playground. Here is a good representation, although I could add the narcissistic personality, the jumper, the compulsive shooter, and many others… Enjoy!
Chi ha vinto davvero
Ci stavo pensando anch’io, ieri, guardando le facce e i leader di questa vittoria. Sembra la Milano di 40 anni fa, ed e’ proprio quello che cerco di far capire ai miei figli, che a Milano non hanno neanche vissuto e che mi guardano stralunati (come tutti i figli del mondo) quando gli dico “noi eravamo diversi”. Ma Sofri l’ha detto meglio, e prima, come al solito. Continue reading “Chi ha vinto davvero”






